La Psicocinetica o Psicodinamica è la scienza che studia i rapporti tra i fatti psichici e lo spazio; in termini più semplici, la Psicocinetica studia ciò che mette in contatto un ragionamento (psico) e un movimento (cinesi). La Psicocinetica e le sue esercitazioni, quindi, vanno ad allenare la capacità dell’atleta di effettuare e modificare nel più breve tempo possibile un comportamento – movimento in base agli stimoli esterni (visivi, sonori e tattili) che si presentano.

Nel calcio moderno si ha necessità di avere calciatori, non solo fisicamente, tecnicamente e tatticamente dotati, ma anche “mentalmente dotati” cioè con elevata “rapidità mentale”, in quanto il calciatore, durante la gara, è sottoposto a migliaia di stimoli di varia natura ai quali deve rispondere nel modo corretto ed il più velocemente possibile.

Il calcio è un gioco dove nulla è stabilito, infatti la sua caratteristica principale è l’imprevedibilità. In ogni istante si presentano nuove situazioni e circostanze con le quali il giocatore si deve rapportare e dare una risposta immediata; basta un attimo di esitazione o una piccola disattenzione per cambiare l’esito della partita. Ovviamente non serve solo rispondere, serve rispondere in maniera corretta.

Oltre alla tecnica di base, la tattica e la preparazione atletica, si dovrà dunque sviluppare in modo sinergico la “preparazione mentale” dell’atleta, che si compone di memoria, percezione, e capacità di concentrazione e di analisi della situazione.

Le esercitazioni Psicocinetiche vanno quindi a stimolare la capacità di acquisizione e lettura delle situazioni, la capacità di saper indirizzare l’attenzione su ciò che è veramente rilevante e la capacità di anticipazione, cioè la capacità di trovare soluzioni il prima possibile. Queste capacità sono delle vere e proprie qualità che un atleta possiede nel proprio DNA, ma che comunque possono migliorare, quindi devono essere allenate e stimolate contemporaneamente con la tecnica, la tattica e la preparazione atletica.

Quando si imposta un allenamento psicocinetico si devono ideare esercitazioni che ricreino situazioni più verosimili alla partita ma che obblighino il calciatore a ragionare per rispondere in maniera corretta. Con l’allenamento, il giocatore acquisirà una certa esperienza che verrà poi rieseguita automaticamente durante la partita. Le esercitazioni, inizialmente, dovranno essere di facile risoluzione e divertenti, per evitare atteggiamenti di rifiuto da parte dei giocatori. Successivamente, una volta acquisita un certa esperienza, queste esercitazioni dovranno essere sempre più difficili.

La seduta psicocinetica dev’essere programmata all’inizio dell’allenamento, subito dopo il riscaldamento, quando i giocatori non sono stanchi, in modo da rimanere attenti e concentrati per tutto l’arco dell’esercitazione. Gli esercizi di Psicocinetica, associati alla Tecnica e alla Tattica (Psico-tecnica e Psico-tattica), richiedendo ragionamenti ed elaborazioni mentali spesso molto complessi, per cui dovrebbero essere svolti non in prossimità della gara, bensì all’inizio della settimana, magari associandoli allo riscaldamento. Gli esercizi di Psicocinetica associati alla preparazione atletica (Psico-atletica), al contrario, richiedendo ragionamenti ed elaborazioni mentali inferiori, per cui potranno essere svolti in prossimità delle gare; in particolare quegli esercizi in grado di stimolare la rapidità e la reattività motoria potranno essere effettuati anche nella rifinitura del sabato.

Assai importante, nella buona riuscita di ogni attività psicocinetica, è il rapporto che si instaura fra l’Istruttore ed i giocatori, con il “mister” che deve cercare di dare vita ad una mentalità aperta, contrassegnata da un atteggiamento di fiducia verso le attività proposte. L’Istruttore deve porsi in maniera propositiva, richiamando l’attenzione su particolari precisi e mai numerosi, non deve dare o suggerire soluzioni, ma deve attendere che siano i calciatori stessi ad elaborare soluzioni ai problemi posti. L’entusiasmo del gruppo è fondamentale per il continuo del lavoro, per questo all’inizio si devono proporre esercizi facili e divertenti, magari sottoforma di giochi, sfide e gare. Questo rappresenta un punto di partenza per un cammino graduale, fatto di piccole acquisizioni quotidiane e verso conquiste sempre nuove, che peraltro non prevedono punti di arrivo, in quanto le capacità intellettive dell’uomo sono praticamente infinite. Le esercitazioni proposte, poi, devono gradualmente essere sempre più impegnative, rispettando sempre la metodologia di allenamento descritta precedentemente.

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